GIOCHI VIETATI dal Brescia oggi del 21/3/2009

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BRESCIAOGGI

Sabato 21 Marzo 2009 lettere Pagina 53

GIOCHI VIETATI

Doveri e diritti
uguali per tutti

Egregio direttore, un plauso all’Amministrazione Comunale di Brescia che, nell’intento di “tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini”, intenderebbe impedire ai pakistani di giocare a cricket nei parchi cittadini e, per coerenza, proibire anche a tutti i bambini di fare due tiri a pallone nei prati in compagnia degli amichetti o dei genitori. “Che vadano negli oratori”; mi sembra di sentir riecheggiare le parole dell’assessore Labolani quando decretó la chiusura della biblioludoteca del Carmine.
É giusto che i doveri siano uguali per tutti; chissá che i governanti locali non imparino prima o poi che anche i diritti sono uguali per tutti (bonus bebé docet). Ogni volta mi vien da sorridere pensando che si sono chiamati “Popolo delle Libertá” e che, invece, stanno vietando tutto.
Emanuele Formosa
BRESCIA

Lettera al Direttore (Brescia Oggi 21 gennaio 2009)

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Giovedì 22 Gennaio 2009

QUARTIERE CARMINE Tra pensilina e ludoteca

Una frase del presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi, riportata da “Bresciaoggi” del 17 gennaio, mi offre l’occasione per fare un paio di considerazioni. Bonardi dichiara che il progetto per la trasformazione della pensilina di Largo Formentone in sala studio rappresenta «un piccolo centro di cultura al Carmine per riportare in vita un luogo difficile da gestire». Mi auguro che tale intenzione costituisca anche il preludio alla riapertura di un ancor piú piccolo, ma non meno importante, “centro di cultura al Carmine per riportare in vita un luogo difficile da gestire”: mi riferisco alla riapertura della Biblioludoteca di Contrada del Carmine 20, fatta chiudere per volontá dell’assessore Labolani. Spero anche che la trasformazione della pensilina in sala studio non rimanga l’unica iniziativa per rivitalizzare il quartiere Carmine, che necessita di un serio ed articolato piano di riqualificazione a vantaggio di tutti i residenti. Del resto, lo stesso sindaco Paroli afferma di aver “trovato una città abbandonata a se stessa, in particolare per quanto riguarda l’integrazione del quartiere Carmine”. Ben venga dunque, nell’ottica dell’integrazione del Carmine, la creazione della sala studio, ma non dimentichi il sindaco che la Biblioludoteca di Contrada del Carmine fu istituita appunto per favorire l’integrazione del quartiere da egli stesso auspicata. Emanuele Formosa BRESCIA

SABATO 20 dicembre dalle 14.30: Biblioludonatale e la RIVOLTA DELLE FIABE!!! Dove? Davanti alle porte della Biblioludoteca, naturalmente ;-)

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 Particolare dell’ultima LudoFiesta

Vogliamo reincontrarvi e giocare con voi! Assisterete alla RIVOLTA DELLE FIABE!!!!!

Vi aspettiamo sabato 20 dicembre dalle ore 14.30 davanti alla Biblioludoteca di Contrada del Carmine 20.

Ci saranno, immancabili, musicanti, giocolieri, il baratto del libro e cioccolata calda per tutti!!!

 La rivolta delle fiabe

C’era una volta una città, dove un re saggio e buono aveva fatto costruire una bellissima biblioteca, nella quale tutti i bambini del regno potevano leggere libri, giocare, chiacchierare e stare insieme. Ma il successore del re non era altrettanto saggio e buono e, una volta salito al trono, scacciò i bambini, buttò fuori i libri e si impossessò della biblioteca, per farne un ufficio dove i suoi contabili potevano contare i dobloni del suo tesoro. E una volta che li avevano contati tutti? Ricominciavano da capo.

I genitori dei bambini chiesero udienza al sovrano per riavere la biblioteca. Il re li ascoltò annoiato e disse che la biblioteca non gliela avrebbe ridata. “Tanto”, disse, “i libri non servono a niente”. “Ma ora i bambini non hanno più un posto dove andare”, spiegarono i genitori.

E allora, che stiano a casa a guardare la televisione!”, rispose il re. “Oppure vadano in un bel centro commerciale, dove possono comprare tantissime cose più utili dei libri. E se proprio non sanno cosa fare, che vengano nel mio ufficio ad aiutare i miei contabili a contare i miei dobloni!”.

I genitori tornarono a casa molto tristi e dissero ai loro bambini che il re aveva rifiutato di restituire la biblioteca. A questa notizia, i bambini diventarono ancora più tristi dei genitori e smisero di sorridere. E allora tutta la città diventò tristissima, perché i bambini non sorridevano più. Erano diventati molto tristi anche i personaggi dei libri, perché non sapevano come passare il tempo tutto il giorno, visto che nessuno leggeva più le loro storie.

Così pensarono di uscire dalle pagine di carta e di marciare tutti insieme verso il palazzo del re. Davanti al corteo c’era Pippi Calzelunghe, in groppa al suo cavallo, seguita da Emil il terribile, Pinocchio, Gian Burrasca, i bambini Brown con Tata Matilda, a braccetto con Mary Poppins. Venivano poi Peter Pan e Capitan Uncino (che per l’occasione avevano dichiarato una tregua), il signor Wonka della Fabbrica di Cioccolato con il GGG (il Grande Gigante Gentile), Sandokan con Yanez, il Corsaro Nero, il Capitano Flint e Long John Silver. E, dietro di loro, tutti i principi, le fate, le streghe e i bambini protagonisti di fiabe, storie e romanzi.

Quando il re li vide arrivare si mise a ridere. “Non mi fate paura”, disse. “Voi esistete soltanto nei libri delle biblioteche. E io la biblioteca l’ho chiusa”.

Pippi Calzelunghe si fece avanti: “Non è vero. Noi esistiamo nella fantasia dei bambini, nell’amore dei genitori che gli hanno raccontato le fiabe prima di dormire, nei ricordi degli adulti, nel lavoro dei maestri che leggono le storie ai loro alunni”.

In quel momento Capitan Uncino si fece largo tra la folla, sguainò la spada e disse al re:

In guardia, fellone!”. Il re si spaventò, scappò via e nessuno lo rivide mai più.

I personaggi delle storie tornarono nei libri e i libri tornarono nella biblioteca e i bambini tornarono a sorridere. E vissero tutti felici e contenti.

Francesca Capelli

La fiaba è stata appositamente scritta e donata al Comitato dall’autrice.

COMITATO SPONTANEO PER LA RIAPERTURA DELLA BIBLIOLUDOTECA DEL CARMINE

Per adesioni e contatti: www.bibliotecaperta.org, ludotecaperta@tiscali.it

Dal Brescia Oggi di sabato 13 dicembre 2008…

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Sabato 13 Dicembre 2008

SCOPERTE Il turismo delle manifestazioni

Voglio ringraziare il Governo in carica, nonché l’attuale Giunta comunale, per aver offerto alla mia famiglia l’occasione di compiere quest’anno meravigliose passeggiate nel centro storico di Brescia. Abbiamo partecipato in luglio ed in ottobre alle manifestazioni di protesta contro lo «scippo» compiuto dall’assessore Labolani ai danni della Biblioludoteca, ed in tali occasioni abbiamo potuto ammirare - anche se solo dall’esterno - il meraviglioso palazzo di Contrada del Carmine che ospitava tale struttura dedicata all’integrazione. Manifestando contro la Riforma Gelmini, i miei ragazzi hanno avuto poi il modo di ammirare la meravigliosa piazza sulla quale si affaccia la sede del Municipio, le variopinte e da sempre pittoresche vie San Faustino, Capriolo e delle Battaglie, recentemente da noi ripercorse in compagnia di migliaia di stranieri che protestavano contro l’esclusione dal «bonus bebé» e l’inclusione dei loro figli nelle classi separate. E’ un vero peccato che il sindaco Paroli voglia confinare solo in alcune zone del centro storico di Brescia il diritto costituzionalmente garantito di manifestare in maniera pacifica; in fondo, le manifestazioni pubbliche, oltre che esercizio di un diritto civico, possono costituire anche un’occasione di turismo intelligente. [FIRMA LETT]Emanuele Formosa BRESCIA

 

Riaperta la campagna di raccolta firme!!!

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Comitato Spontaneo delle persone che vivono e frequentano

il quartiere Carmine

 

RACCOLTA FIRME PER LA RIAPERTURA DELLA BIBLIO-LUDOTECA

(C.da Carmine, 20)

 

In questi mesi il Comitato Spontaneo delle persone che vivono e frequentano il quartiere Carmine ha organizzato diverse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica circa la sorte della Biblioludoteca di Via Carmine n. 20, iniziative che hanno visto una partecipazione solidale di molte persone (appelli inviati al sindaco, feste ….). Le richieste dei cittadini non hanno trovato ascolto, oltre alla frettolosa risposta del sindaco in occasione della consegna delle oltre 1000 firme; neppure singoli cittadini, che avevano chiesto di essere ascoltati dall’assessore Labolani, sono stati ricevuti.

Il Sindaco e l’assessore Labolani dopo aver dato motivazioni inconsistenti circa la chiusura della Biblioludoteca (spreco di denaro pubblico a fronte di un’utenza scarsa, servizi per i bambini già forniti dagli oratori del quartiere) non hanno esitato a sperperare il denaro pubblico con la programmazione delle iniziative di Natale che hanno richiesto una variazione di bilancio di oltre 500.000 euro.

Intendiamo quindi continuare la raccolta firme per la riapertura della Biblioludoteca di Via Carmine n. 20.

 

I cittadini e le cittadine si appellano al Sindaco On. Adriano Paroli

 

affinché venga riaperta la Biblio-Ludoteca, per permettere ai bambini e alle bambine di appropriarsi del sapere, per accogliere e accompagnare nel loro percorso quelli che saranno i cittadini e le cittadine del domani.

 

n.

Cognome e Nome

(in stampatello)

Residente a

Firma

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Per la consegna delle firme scrivere a: ludotecaperta@tiscali.it

 

UNA BUONA NOTIZIA? Dal Giornale di Brescia di oggi, 5 dicembre 2008

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LETTERE AL DIRETTORE

Una buona notizia per i bambini

Ore 06:00
venerdì, 05 dicembre 2008

Le scrivo queste due righe per dare una buona notizia a tutte le mamme del Centro Storico ed ai loro bambini.

Ascolto spesso la radio mentre lavo i piatti, mentre stiro, mentre cucino… mi fa molta compagnia!

Il 17 novembre, mi ricordo questa data perché compiva gli anni un’amica della mia bambina, ho sentito a radio Vera una giornalista che intervistava una consigliera, penso della Circoscrizione. Ad un certo punto si raccontava che in un’intervista all’Assessore Mario Labolani, lo stesso dichiarava che si stava muovendo per vedere di riaprire la Biblioludoteca di C.da del Carmine.

Non vedo l’ora che la nostra biblioludoteca riapra le porte!

Ho pensato che magari vogliono farci una bella Santa Lucia riaprendola, ridandoci uno spazio in cui tanto abbiamo letto e giocato, uno spazio che i nostri bambini sentivano già loro e che si sono visti chiudere dall’oggi al domani.

I nostri bambini non hanno bisogno di giocattoli, ma di luoghi d’incontro e di gioco, Anche Santa Lucia sarebbe d’accordo con me… Sono fiduciosa.

Lettera firmata

IL RISPETTO DEL PROSSIMO E LA SOLIDARIETA’ (Lettera al Direttore Giornale di Brescia 13/11/2008)

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A sei mesi dal mio ingresso nel Consiglio comunale della nostra città, sento il dovere di restituire il senso della mia esperienza ai cittadini e alle cittadine che mi hanno votato, che hanno affidato a me il desiderio di “bene vivere” nella loro città, a me persona, non, come ha sostenuto il consigliere Agnellini, del centrodestra, a cui la stampa ha per altro dato un curioso risalto, a

un’”esperta”, perché il Consiglio comunale non è, consigliere Agnellini, un consiglio di amministrazione, ma il luogo dove si fa la città e dove entra chi ha passione e sapiente relazione con i cittadini e le cittadine. Certo, io sono di sinistra, e lo affermo con l’orgoglio dell’appartenenza e la tenerezza del legame, quella sinistra che, scomparsa in Parlamento, a livello locale è una preziosa presenza e un riferimento per i gruppi ambientalisti, che affinano un pensiero, che diventa modo di vivere, per le cooperative che vogliono pensare un lavoro a misura umana, per i docenti che insegnano un rapporto vivo e critico con la realtà avviando i loro alunni all’arte del vivere in comune, che è esercizio personale e politico allo stesso tempo, per le libere associazioni e le case delle donne, che disvelano quelle vite di donne non eroiche, a parte gli eroismi quotidiani invisibili agli uomini di cui è fatta l’esistenza femminile, ma vite banali o infelici, perseguitate, violate, ferite, uccise nel corpo, nella mente o nel cuore, incapaci di sorridere, progettare ed amare, per le reti di operatrici e operatori della salute che tessono la tela della cura e dell’accoglienza attraverso la relazione.

Essere di destra o di sinistra è una cosa profondamente diversa, radicalmente diversa per tante ragioni, ma per una in particolare, quella che la nostra Costituzione antifascista spiega all’articolo 2: l’esistenza (e il rispetto, e il valore, e l’amore) del prossimo. Il “dovere inderogabile di solidarietà”, che non è concessione, né compassione: è il fondamento della convivenza. Solidarietà che vuol dire pensare a chi è venuto prima, a chi è arrivato dopo, a chi è arrivato da noi adesso e viene da un mondo più misero e peggiore, solidarietà fra generazioni, fra genti, fra uguali, ma diversi.

Platone definì la politica la regina delle arti (basilikè tekne), oggi è serva di due padroni: la spettacolarità e il denaro. Le torri di San Polo sono luogo di degrado? Si abbattono. E le persone? Si dislocano. Ma il loro tempo vuoto, che si dilata e offre condizioni favorevoli a gesti talora violenti e insensati, per ammazzare la noia, a traffici loschi per raggranellare un po’ di denaro, al razzismo, perché nel deserto del pensiero qualche idea ferma e precisa bisogna pure averla. Ciò che non si è speso né si spenderà in educazione e civilizzazione si spenderà in repressione. Già, educazione e civilizzazione: allora via la Biblioludoteca, luogo per l’aggregazione dei bambini, tutti i bambini, ma anche spazio di volo alto per la loro mente e il loro corpo, piccolo segno di riconoscimento per un grande maestro, Pietro Morari.

E poi le multe agli stranieri, che mangiano un mango in un parco o si bevono una birra sui gradini di piazza Vittoria, le ordinanze di sgombero dei campi nomadi, comprensive di brindisi sulle ruspe, con vicesindaco e presidente del Consiglio comunale e di lugubri manifesti con scritto “meno uno”, le videocamere sparse nella città per “controllare”: sono di recente andata insieme alla segreteria della Cgil a parlare con i Sinti di via Orzinuovi: vivono una sorta di tragico “Grande Fratello”, permanentemente spiati dalle telecamere; e poi via le prostitute dalle strade… le principali, in una sorta di operazione di decoro urbano; già, perché sexy bar, night club, annunci via internet o via carta stampata non disturbano l’occhio puritano dei nostri concittadini.

“Bene vivere”, dicevo all’inizio, ma è bene vivere aprire le strade al girotondo incessante delle automobili, intrappolare gli autobus dentro quel girotondo, togliendo le corsie preferenziali (via Cremona, via Vittorio Emanuele) e pensare imbarazzanti, quanto improbabili tunnel in via Turati (e gli studi di fattibilità?) con buona pace dell’inquinamento da polveri sottili e da rumore. Non solo, se nel mio pensiero di democrazia ci sta la libertà, un’uguale libertà per le persone, in quanto cittadine e cittadini, e se nella mia idea di forma di vita democratica ci sta il pluralismo e dunque l’idea di istituzioni e scelte pubbliche, che siano eque, laiche, per arrivare ad una felice e bene ordinata convivenza nella diversità e nella multiculturalità, a Brescia ciò non si realizza: il bonus bebé, 1000 euro ogni nuovo nato non è per i bambini con genitori di altri Paesi, sono bambini con diversi colori della pelle e visi diversi, ma lo sguardo e le mani di quelle madri e di quei padri non sono differenti dai nostri. Infine, credo che una forma di vita democratica, almeno decente, debba assicurare, per quanto possibile, una qualche simmetria nell’accesso all’arena dell’uso pubblico della ragione ossia della comunicazione pubblica; capita invece che i resoconti dei Consigli comunali cancellino gli interventi di alcuni consiglieri di minoranza facendo così tacere voci, che potrebbero far venire alla luce un disaccordo netto, le stesse voci che, quando accadono fatti rilevanti che riguardano la città, non vengono sentite; ininfluenti? Marginali? Beh, se marginalità significa ciò che ho detto sin qui e dubitare e muovermi in un orizzonte di costante ricerca di senso, sono marginale e libera.

Donatella Albini
Consigliere comunale
Sinistra l’Arcobaleno

Ps: il neretto e sottolineato è “opera” nostra. E’ questa la Brescia che vogliamo?

Il primo martedì del mese è… domani!!!

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Eccoci.

E’ arrivato il momento di reincontrarci per capire dove siamo, dove vogliamo andare… Vi chiediamo di partecipare, come avete sempre fatto fino ad ora. Con le vostre idee, i vostri sogni, le vostre intuizioni…

DOVE E QUANDO?

DOMANI MARTEDì 4 NOVEMBRE

DALLE ORE 18.30 IN VIA PORTA PILE 19 (concentramento alla Casa del Popolo di via F.lli Bandiera, se non sapete dov’è) per continuare a far sentire la nostra voce e a colorare la città!!!

Quell* per la riapertura della biblioteca… e della partecip’Azione

Da il Manifesto del 31/10/2008: “Non mollano, qui a Brescia, neppure quando il comune chiude l’unica biblioludoteca per bambine e bambini del centro.”

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CAMERA DEL LAVORO
BRESCIA RISPONDE: «SALVIAMO Il MANIFESTO»
Lo.C.
Solo due ore fa ti chiedevi: ancora in treno, sei ore all’andata e sei al ritorino; e perché poi? Per raccontare un’altra volta la storia del manifesto e della sua ultima crisi? E raccontare a chi? Ai compagni di Brescia, che la storia la conoscono meglio di te? Poi rivedi volti antichi e conosci nuovi lettori, parli con tutti, alzi il calice al brindisi promosso dal segretario della Camera del lavoro, fai un’ottima cena e raccogli quasi diecimila euro. Che fai, non vuoi mettere piede in cucina, dove un pool di compagne ha organizzato la serata da un punto di vista logistico e alimentare? Entri, ringrazi e scopri che queste compagne sono niente di meno che «Il nuovo canzoniere bresciano». Non ci vuol molto a convincerle a cantarci qualcosa, e quanto intonano la canzone più difficile e coinvolgente, «I treni per Reggio Calabria» - quella volta che «gli operai hanno dato una dimostrazione» e «tre generazioni intere sono venute tutte insieme da Torino… la vecchia e la figlia alle rifiniture/ il marito alla verniciatura/ la figlia della figlia alle tappezzerie/ stanno in viaggio ormai da più di venti ore» - allora ti passa il mal di treno, e ritrovi un senso. Il manifesto ha ancora un senso, per tanti che ti dicono «non mollare». Non mollano, qui a Brescia, neppure quando il comune chiude l’unica biblioludoteca per bambine e bambini del centro. Qui i compagni hanno una una memoria lunga, non dimenticano le tappe del loro cammino. Piazza Della Loggia, gli operai autoconvocati. E non si dimenticano di noi.
Martedì 28 ottobre, circolo Controcanto. Una palazzina costruita dal lavoro volontario di tanti che oggi ospita un circolo Arci e, al piano superiore, un Pd che ha coperto con insegne più grosse del partito anche i disegni che richiamavano la storia di questa città industriale, del lavoro, della solidarietà. All’ingresso del circolo un bar, sul bancone una cartolina con il Luigi Pintor ritratto in un murales di Orgosolo: «Sottoscrizione per il manifesto, da 3 euro in su». A una vetrata, invece, è appeso il primo numero, 28 aprile ‘71: «Dai duecentomila della Fiat riparte oggi la lotta operaia». A fine cena arriva Fausto con assegni e banconote: Camera del lavoro 2.500, Fillea 2.000, Funzione pubblica 1.500, Flc 500, Fisac 400, Filcams 50, mentre lo Spi ha già bonificato 500 euro. E poi i soldi raccolti con la cena: 1.840 compresi i 200 di Franco Lombardi. Totale 9.240 euro, e la sottoscrizione continua. Prossimo appuntamento il 18 novembre con aperitivo alla Casa del popolo Guido Rossa, dibattito su informazione e sinistra con Dino Greco e Alessandro Robecchi e cena popolare «secondo il motto: da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni».
Da Il Manifesto di venerdì 31 ottobre.

Lettera al Direttore (Giornale di Brescia 15/10/2008)

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Un servizio si giudica sul lungo periodo 

 

In quanto bibliotecari ci sentiamo chiamati in causa in merito alla chiusura della biblio-ludoteca e, visto le molte lettere inviatele in proposito e la nascita del comitato spontaneo per la riapertura del servizio, vorremmo esprimere il nostro pensiero, più generale, sul servizio biblioteca. - Le biblioteche pubbliche sono istituzioni di mediazione culturale, i cui compiti e requisiti sono sanciti dalla Legge Regionale della Lombardia n. 81 del 1985, ove si legge: «Le biblioteche sono istituzioni culturali aperte al pubblico e svolgono i seguenti servizi: acquisizione, conservazione e incremento del materiale librario e documentario. Compito dei bibliotecari è promuovere l’uso della biblioteca, renderlo fruibile, prestarlo e realizzare attività culturali, legate alla promozione della lettura e del libro, favorendo, in tal modo, la crescita culturale di chi ne usufruisce». Precisiamo che il servizio esercitato dalle biblioteche fino ad oggi è sempre stato gratuito. - «La biblioteca pubblica costituisce una condizione essenziale per l’apprendimento permanente, l’indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali, il suo primo compito è quello di creare e rafforzare nei ragazzi l’abitudine alla lettura fin dalla tenera età, tra i loro compiti c’è quello di stimolare l’immaginazione e la creatività di ragazzi e i giovani» non sono parole nostre, ma sono estratte dal Manifesto dell’Unesco per le biblioteche pubbliche. - Abbiamo l’esigenza di precisare che il servizio bibliotecario si valuta nell’arco di anni, sicuramente non in tre mesi. I dati statistici delle biblioteche vanno raccolti in modo completo e contestualizzato; bisogna cioè tenere conto, per esempio, del patrimonio librario e documentario posseduto, del bacino di utenza reale e potenziale, delle ore di apertura, dello spazio fisico dei locali che ospitano il servizio, del personale e degli stanziamenti fatti per garantire il buon funzionamento. - La biblioteca del Carmine era stata aperta con un patrimonio non significativo (meno di 3.000 volumi), l’apertura del servizio non era adeguatamente segnalata. Non nascondiamo che c’erano alcuni situazioni non ottimali. Nonostante tutto la sua chiusura ha portato alla raccolta di oltre 1.000 firme, dimostrando che esisteva (ed esiste) fiducia nella potenzialità dell’offerta culturale che la biblioteca avrebbe potuto (e potrebbe) dare. - Un servizio si giudica sul lungo periodo, ribadiamo, e nessuna delle biblioteche operanti nel territorio bresciano oggi sarebbe aperta se giudicata nel primo anno di vita. - 1.000 e più firmatari hanno manifestato la volontà di avere una biblioteca per bambini e ragazzi nel centro storico, che ne è tutt’oggi privo, e noi condividiamo pienamente la richiesta di riapertura del servizio. - PAOLA PERSIANI - GIAMBATTISTA - MARCHIONI - seguono 89 firme - Brescia -  

  

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